venerdì 29 aprile 2011

Vellutata di patate allo zafferano


Piatto invernale? Un po' forse, ma non importa, perché vellutate, flan, dolci al cucchiaio e piccola pasticceria (possibilmente complicata) sono le mie ossessioni. 
Soprattutto le vellutate, tanto che non escludo l'idea di postarne qualcuna anche ad agosto...

per 4:
1 kg di patate
una grossa cipolla
una bustina di zafferano in polvere
1,5 dl di brodo vegetale
olio extravergine

Lavare bene le patate, sbucciarle e ridurle a dadini. 
Far appassire per 2 minuti in una casseruola la cipolla tritata con 2 cucchiai d’olio. 
Unire le patate e farle insaporire; irrorare quindi con il brodo bollente, coprire, ridurre la fiamma e cuocere per mezz’ora.
Frullare la vellutata, aggiungere lo zafferano, mescolare bene e servire.


giovedì 28 aprile 2011

MANCA SOLO IL TOPO

Ratatouille



Ok, il titolo non promette niente di buono... però la ratatouille è proprio eccezionale! Come molte altre ricette semplici semplici, preparate con ingredienti se vogliamo "dozzinali", si rivela una piccola meraviglia. 
Incerta se taggarla come un altro boccone di Paradiso o l'ennesima "piccola perfezione", variamo un po'... 
(comunque non sarebbe male un Remy in cucina, ogni tanto!)

per 4, come contorno:
300 g di pomodori San Marzano o datterini
80 g di falde di peperone rosso
80 g di falde di peperone giallo
100 g di zucchine
100 g di melanzane
100 g di cipolla
uno spicchio d’aglio
qualche foglia di basilico
sale
pepe macinato al momento (abbondante)

Tagliare le melanzane a dadini, ridurre a pezzetti le falde di peperone, tagliare a rondelle sottili le zucchine e la cipolla (meglio se ricorrendo ad una mandola).
In una larga padella riscaldare 3 cucchiai di olio d’oliva con lo spicchio d’aglio, unire le verdure e far cuocere una ventina di minuti a fiamma dolce, coprendo con un coperchio. Se serve, aggiungere dell'acqua.
A fine cottura, salare, pepare, spezzettare le foglie di basilico sulla ratatouille e servire.

Ottima come contorno, va benissimo anche per condire la pasta o per fare una frittata.

lunedì 25 aprile 2011

LIVE FROM THE KITCHEN...

Pastiera (la mia)


per la pasta
300 g di farina 00
125 g di zucchero
125 g di burro
½ bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di un limone biologico

per il ripieno
250 g di grano lessato per pastiera
20 g di burro
250 g di ricotta
100 g di zucchero
2 uova
250 ml di latte
20 ml di acqua di fiori d’arancio
2 cucchiaini di cannella
la buccia grattugiata di un limone biologico


Preparare la pasta: in una terrina, lavorare velocemente il burro, tagliato a pezzetti e ammorbidito, con lo zucchero. Unire l’uovo e amalgamare bene. Aggiungere quindi la farina setacciata con il lievito, lavorando quel tanto che basta a rendere il composto omogeneo. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e farla riposare in frigo per un’ora.

Intanto, versare il grano in una casseruola insieme al latte e al burro. Cuocere a fiamma dolce fino ad ottenere un composto molto cremoso (ci vorrà circa mezz’ora). 
Nel frattempo, montare gli albumi a neve fermissima.
In una terrina lavorare a crema la ricotta con lo zucchero, i tuorli, la cannella, l’acqua di fiori d’arancio e la buccia di limone. Aggiungere il composto di grano e latte e, mescolando molto delicatamente dall'alto verso il basso, gli albumi montati a neve.
Scaldare il forno a 180°.

Stendere la pasta frolla ad uno spessore di 1/2 cm e foderare uno stampo rotondo, lasciando circa un terzo di pasta per fare la griglia con cui coprire poi il dolce.
Versare il composto, livellarlo bene, e coprire con le strisce di pasta come fosse una normale crostata.
Cuocere per un’ora a 180°.

Far raffreddare la pastiera, sformarla e, solo al momento di servire, spolverizzare con zucchero a velo.

giovedì 21 aprile 2011

UNA PICCOLA PERFEZIONE 2

Mousse di cioccolato piccante e nocciole
(un altro gioiellino firmato Davide)


per 4:
200 g di cioccolato fondente
120 g di zucchero
20 g di nocciole tostate
4 albumi
un peperoncino fresco
un pizzico di sale

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il peperoncino tritato finemente (da cui saranno stati eliminati i semi e la pellicola biancastra interna) e lasciare intiepidire.
Sciogliere 100 g di zucchero con 20 g di acqua e portare a ebollizione. 
Montare a neve fermissima gli albumi con il sale e lo zucchero rimasto, poi aggiungere pian piano lo zucchero precedentemente cotto con l’acqua. 
Unire il cioccolato fuso mescolando delicatamente e suddividere in 4 coppette.
Completare con le nocciole tritate grossolanamente.

mercoledì 20 aprile 2011

Polpettine di branzino e verdure


per 4:
300 g di polpa di branzino
160 g di pomodori ciliegino
100 g di peperone verde
20 g di cipolla
20 g di olio d’oliva
1 albume
basilico
sale e pepe

Tagliare a quadretti il peperone, affettare la cipolla e stufarli insieme con una qualche foglia di basilico nell’olio per 10 minuti. Poi salare.
Frullare il branzino con l’albume, 10 foglie di basilico, sale e pepe. 
Formare delle polpetine e metterle nella padella con i peperoni. 
Cuocere per 5 minuti, girando le polpettine a metà cottura, unire i pomodorini tagliati a metà e proseguire la cottura per un paio di minuti.

martedì 19 aprile 2011

LE MANI IN PASTA

Panini alle noci



per 8 panini:
1 kg di farina tipo 0
10 g di malto (o 10 g di zucchero)
5 dl di latte
50 g di lievito di birra fresco
150 g di gherigli di noci
olio d’oliva
25 g di sale fino

Tritare grossolanamente le noci. Sciogliere il lievito e il malto nel latte tiepido. 
Setacciare la farina, versarla a fontana sul piano di lavoro e versare nella cavità centrale il sale e il latte; iniziare ad impastare e, una volta ottenuto un composto abbastanza omogeneo, aggiungere 3 cucchiai di olio. Lavorare ancora l’impasto, appiattirlo e aggiungere le noci. Continuare a impastare in modo che le noci si distribuiscano uniformemente e formare poi una palla. Ungerla d’olio, metterla in una terrina e coprirla con uno strofinaccio pulito. Lasciare riposare nel forno spento (ma con la luce accesa) per mezz’ora.
Trascorso questo tempo, dividere la pasta in 8 parti, formare i panini, ungerli d’olio e disporli sulla leccarda foderata con carta forno; coprire con lo strofinaccio, rimettere nel forno spento (e luce accesa) per un’altra mezz’ora.
Togliere la leccarda dal forno, accendere a 200° e, quando il forno sarà in temperatura, inserire la leccarda con i panini. Cuocere per 30 minuti circa (poi dipende da forno a forno…) 

lunedì 18 aprile 2011

ANDAR PER ERBE 2

Risotto alle ortiche

per 4 persone:
320 g di riso (Vialone nano o Arborio)
100 g di cimette di ortiche
2 scalogni
4 cucciai di olio extravergine di oliva
700 ml di brodo vegetale
una noce di burro
parmigiano grattugiato
Lavare accuratamente le ortiche e sbollentarle per 2 minuti in acqua bollente salata, scolarle e tenerle da parte. 
Tritare finemente gli scalogni e farli appassire in una pentola col fondo spesso insieme all’olio, quindi aggiungere le ortiche e il riso e far tostare per qualche minuto.
Procedere poi come con un normale risotto, aggiungendo il brodo, un mestolo alla volta, fino a completa cottura del riso. 
Spegnere il fuoco e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato.  


Alcuni suggerimenti: andare ad ortiche muniti di super sacchetto e guanti (senza guanti non è molto simpatico). Un sacchetto grande, di quelli da supermercato, contiene circa 100 g di foglie di ortica. 
Le ortiche crescono di solito in grandi famiglie, vicino agli alberi o alle siepi, e nei giardini abbandonati; prediligono però anche le rive dei fossi. 
Ovviamente ho portato anche Tommy a caccia di ortiche, sentendomi un po' (tanto) in colpa perché avevo paura che si pungesse con le foglie, ma a quanto pare i cani sono immuni dal liquido urticante, o perlomeno lo sopportano molto bene, fatto sta che non ho sentito o visto lamenti, anzi!
Meglio raccogliere solo le punte delle piante di ortica, o comunque le foglie più piccole e tenere. Curandole, ho eliminato tutti gli steli e i fiori; le ho lavate molte volte, sempre con i guanti addosso; una volta lavate, comunque, perdono le loro "doti" urticanti.