giovedì 5 gennaio 2012

LUI SI' CHE HA CAPITO TUTTO...



Ormai sono due ore che, guardando fuori dalla finestra, vedo solo nebbia. Portare fuori il fido quadrupede mi ha provata assai (a parte il non vedere niente, c'era anche un freddo allucinante), tanto che una volta rientrati, io mi sono scolata un litro di tisana bollente e Tommy si è saggiamente fiondato nella sua cuccia, morbida estensione diretta del termosifone, completa di super cuscino e tetto. Lui sì che ha capito tutto. 
Ergo prendo esempio da lui e mi accoccolo sul divano, con plaid, un altro quarto di tisana e un buon libro. E una zuppa che borbotta, cuocendo nella sua pentola.


Vellutata di carote, porri e patate


3 carote grandi
2 porri
1 patata piccola
1,2 l di brodo vegetale
sale e pepe


Lavare e mondare tutte le verdure, quindi tagliare le carote e i porri a rondelle (mezzo cm di spessore) e la patata a dadini. Versare le verdure in un grande tegame e aggiungere il brodo. Coperchiare e portare ad ebollizione; abbassare la fiamma e lasciare sobbollire per 20 minuti. 
Armarsi di frullatore a immersione e frullare il tutto fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Regolare di sale e pepe e servire.


Come sempre, migliora col tempo, quindi preparatela in anticipo!

martedì 3 gennaio 2012

Settantesimo post di unarchitettoincucina!



Filetto di salmone al cartoccio
per 2:
1 filetto di salmone
sale e pepe
aneto (fresco o essiccato)
olio extravergine di oliva


Lavare il salmone, disporlo su un foglio di cartaforno e quindi in una pirofila. Condire il pesce con sale, pepe, aneto in abbondanza e un filo d'olio. Formare il cartoccio e chiuderlo bene, legandolo con dello spago da cucina, a formare una specie di grossa caramella incartata. 
Infornare e cuocere, a forno già caldo, a 200° per 40 minuti circa.

domenica 25 dicembre 2011

BUON NATALE!

Vinbrulè di sidro e mirtilli


A parte il fatto che a breve dovrò proporre un gemellaggio a quelli di "Tiger in a Jar", premetto che questa ricetta non l'ho ancora sperimentata. Ma cercavo qualcosa di molto, molto natalizio da proporvi... e direi che questa ricetta (e questo video) sono perfetti. 
Certo, reperire il sidro e il pimento potrà non essere facile, ma del resto non è stato facile nemmeno trovare le barbabietole per l'ormai famosa Beet Cake... alla fine però si trova tutto, basta perseverare!
Spero quindi che vorrete sperimentare. E magari sapermi dire com'è venuto!




un'arancia
24 chiodi di garofano
100 g di zucchero
2 stecche di cannella
2 litri di sidro di mele
24 bacche assortite tra pimento, cardamomo e coriandolo
1 litro di succo di mirtillo


Infilzare l'arancia con i chiodi di garofano e metterla in una pentola capiente. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e portare ad ebollizione. Quindi abbassare il fuoco e far sobbollire per un'ora e mezza. Filtrare e servire il vinbrulè (si dice sidrobrulè, secondo voi?) accompagnando con fettine di limone.


p.s.: di cuore, Buon Natale a tutti!

sabato 17 dicembre 2011

IN PREDA AD IRLANDESITE ACUTA - atto secondo

Che voglia di Irlanda. Che voglia di Dingle Peninsula, di Burren, di una cena al O'Sheas di Dublino, dei paesaggi selvaggi di Inishmore, di una serata di buona musica tradizionale in un qualche bel pub... come sarebbe bello mollare tutto e andare a passare il Natale in terra gaelica... Per adesso, però, l'unica cosa che posso fare è consolarmi con un bel piatto di Irish Stew, la Zuppa irlandese per eccellenza. E un po' di musica by Matt Molloy.



Irish Stew
per 4 persone


1kg di spezzatino di agnello (o vitello)
4 grosse patate, pelate e tagliate a fette di 0,5 cm di spessore
2 carote medie, pelate e tagliate a fette di 0,5 cm di spessore
2 cipolle bianche medie, pelate e affettate con la mandola
500 ml di acqua
prezzemolo fresco
sale e pepe


Disporre in una grande pentola che possa andare in forno, o in una pentola col fondo spesso ma comunque grande, uno strato di carne, uno di cipolle, uno di carote e uno di patate, condendo ogni strato con sale e pepe e alternando gli strati fino a usare tutti gli ingredienti. Aggiungere l'acqua e coperchiare. Infornare a 160° per almeno 2 ore, o cuocere semplicemente sul fornello, su fiamma bassissima e mettendo una retina rompifiamma sotto la pentola, sempre per 2 ore. Servire caldissimo dopo aver aggiunto abbondante prezzemolo tritato. Migliora ulteriormente il giorno dopo.

giovedì 15 dicembre 2011

UNA TORTA DA GUINNESS

La ricetta di questa ricetta gira sul web da tempo ormai immemorabile. Creata da Elena Di Giovanni e postata poi da centinaia di blog e siti vari, deve aver fatto il giro del mondo un sacco di volte e, chissà, magari un giorno finirà davvero nel Guinness dei Primati. 
E siccome trattasi di un dolce facilissimo, di rapida preparazione e dal successo garantito, lo posto anch'io. Repetita iuvant, del resto...

Sbriciolata di ricotta e amaretti




pasta
300 g di farina per dolci o 00
100 g di zucchero semolato
100 g di burro fuso
1 uovo
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vanillina

ripieno
300 g di ricotta fresca
1 uovo
90 g di zucchero semolato
20 amaretti sbriciolati

Per preparare il ripieno, mescolare in una terrina la ricotta con l’uovo e lo zucchero, fino ad ottenere un composto fluido e omogeneo. Sbriciolare gli amaretti ed amalgamarli al ripieno.
Preparare l'impasto, mescolando prima, e impastando brevemente a mano poi, la farina (a cui avrete già unito il lievito), la vanillina, il burro fuso, l’uovo e lo zucchero finchè si formano delle grosse briciole. La prima volta che sperimenterete questa torta, arrivati a questo punto, vedendo l'ammasso di briciole vi verrà il dubbio di essere in procinto di sfornare una autentica schifezza - almeno, a me è successo così - ma non temete! Verrà fuori una cosa meravigliosa. Garantito.

Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera (o riccorrete direttamente ad una Lillotta di silicone) e cospargerne la base con circa metà delle briciole di pasta, livellando bene lo strato. Versare su questa base la crema di ricotta, lasciando libero un bordo di circa 1,5 cm lungo il perimetro della tortiera. Ricoprire la crema col resto delle briciole. Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Lasciare raffreddare completamente, quindi spolverizzare la superficie con zucchero a velo e servire.

lunedì 12 dicembre 2011

SONO ANCORA QUI...

Risotto al radicchio di Treviso




per 4 persone:
4 tazzine da caffè di riso Arborio
2 cespi di radicchio rosso di Treviso
1/2 bicchiere di vino rosso
1 scalogno tritato finemente
1,5 litri di brodo vegetale
olio
burro e parmigiano grattugiato per mantecare


Lavare bene il radicchio e tagliarlo a pezzetti larghi circa 2 cm.
In una pentola col fondo spesso, tostare per qualche minuto il riso con due cucchiai di olio, lo scalogno e il radicchio. Sfumare quindi con il vino e, una volta evaporato, iniziare a versare il brodo a mestolini, mescolando sempre il riso e aggiungendo nuovo brodo solo quando il brodo aggiunto precedentemente sarà stato assorbito completamente dal riso.Quando il riso sarà cotto (16-18 minuti), spegnere il fuoco, mantecare con parmigiano grattugiato e una noce di burro, mescolare bene e servire.


p.s.: non fate caso alla brodaglia che si vede in foto... causa mia momentanea disattenzione, era venuto un po' lungo quel risotto...

martedì 29 novembre 2011

QUANDO LA PIGRIZIA REGNA SOVRANA...



Biscotti di pastafrolla 

Nell'attesa che qualche genio metta a punto una versione di Photoshop che faccia veramente i biscotti, da usare quando la pigrizia mi pervade e si impossessa di me, vi spiego come preparare degli ottimi biscotti quando si ha poco tempo (o, come nel mio caso oggi, poca voglia di far bene).
Armatevi di robot da cucina/impastatrice e dei seguenti ingredienti:

300 g di farina 00 o speciale per dolci
150 g di burro ammorbidito
120 g di zucchero semolato
1 uovo
1 bustina di vanillina (o la buccia grattugiata finemente di ½ limone bio)
1 cucchiaino di lievito per dolci

Versare la farina e il burro tagliato a pezzetti nel bicchiere del robot (o nel cestello dell'impastatrice) e frullare velocemente a più riprese (utilissima la funzione PULSE), in modo da ottenere un impasto sbriciolato. Aggiungere lo zucchero, l'uovo, la vanillina e il lievito e frullare velocemente, quel tanto che basta ad ottenere un impasto amalgamato. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e porre in frigo per almeno mezz'ora. 
L'impasto è fatto, e avete sporcato soltanto il bicchiere del robot: niente terrine, cucchiai, piani di lavoro, pavimenti, eccetera. In questo modo, fra l'altro, non dovrete neanche diventare matti a pulirvi le mani finito di impastare, e non riempirete il telefono di pastafrolla se, come succede sempre a me quando impasto qualcosa, qualcuno vi chiamerà nel mentre.
Recuperare quindi gli stampini da biscotti e accendere il forno, portandolo a 180°. Prendere un pezzo di pasta, appoggiarlo su un foglio di cartaforno, coprirlo con un altro foglio di cartaforno e stendere con il matterello fino a portare la pasta allo spessore di mezzo cm. 
Tagliare i biscotti della forma desiderata (sempre con il foglio di cartaforno sotto), adagiarli distanziati sulla leccarda coperta di cartaforno e infornare per 10-15 minuti, o comunque fino a doratura (rimanete nei paraggi, please, perché ci mettono un attimo a carbonizzarsi). Procedere con le eventuali infornate successive.
Far raffreddare i biscotti e spolverizzarli con lo zucchero a velo. Oppure intingere ogni biscotto, per metà, nel cioccolato fuso: vengono molto carini... e molto, molto buoni.

P.S. 1: Perché questo abuso di cartaforno? Perché usando la cartaforno si evita che la pasta si attacchi al piano di lavoro o al matterello o, in caso di crostata, che le righe di pasta tagliate per fare la grata si rompano irrimediabilmente durante la delicatissima fase di staccaggio dal piano e deposizione delle medesime sulla crostata. 

P.S. 2: Con il riposo della pastafrolla, è meglio abbondare: la pasta può riposare in frigo un'ora, due, sei, o anche un giorno intero. Volendo, si può anche congelare, in modo da averla pronta alla bisogna.

P.S. 3: Non siete pigri? Avete tempo a volontà? Non possedete un robot? Solo per voi, qui di seguito, il metodo serio: in una terrina capiente, versare il burro tagliato a pezzetti e la farina (a cui sarà stato precedentemente mescolato il lievito) e lavorare velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto sbriciolato. Quindi aggiungere lo zucchero, l'uovo e la vanillina. Lavorare quel tanto che basta per ottenere un impasto liscio ed omogeneo (lavorando troppo, si “brucia” il burro e siamo fregati), formare una palla, avvolgerla nella pellicola e porre in frigo per almeno mezz'ora.