lunedì 16 maggio 2011

LE MANI IN PASTA 2

Baguette

Adoro preparare il pane, impastarlo e guardarlo lievitare. Aspettare, pazientare. E rimanere stupita, ogni volta, davanti a questo piccolo miracolo.



Per il poolish:
250 g di farina Manitoba
250 ml di acqua tiepida
1 g di lievito di birra disidratato (Mastrofornaio)

Per l’impasto:
250 g di farina Manitoba
60 ml di acqua tiepida
5 g di lievito di birra disidratato
10 g di sale
5 ml di malto (o 5 g di zucchero)

Preparare il poolish: nel robot da cucina, o nel cestello della macchina del pane, o in una terrina, impastare per una decina di minuti la farina con il lievito sciolto nell’acqua. 
Versare in una terrina e lasciare lievitare per almeno 6 ore in forno spento.

Trascorso questo tempo, nel cestello della macchina del pane versare la farina, il lievito sciolto nell’acqua insieme al malto. Iniziare ad impastare e, dopo qualche minuto, unire il poolish. Aggiungere il sale e lavorare a lungo l’impasto (almeno mezz’ora): dovrà risultare morbido, ma non appiccicoso. 
Trasferire la pasta in una terrina e far lievitare per un’ora in forno spento.

Dividere l’impasto in tre parti uguali, dando a ciascuna la forma di un filone e facendo attenzione a non schiacciare troppo la pasta. Lasciar riposare 10 minuti e poi allungare i filoni fino a raggiungere la lunghezza della leccarda del forno, dove andranno adagiati dopo averla foderata con cartaforno. 

Far lievitare per circa mezz’ora e poi praticare con un coltello dei tagli obliqui sulla superficie delle baguette. 
Lasciar lievitare per 15-20 minuti e nel frattempo accendere il forno a 220°. 
Quando il forno sarà in temperatura, infornare le baguette e cuocere per 20 minuti.



giovedì 12 maggio 2011

GOOD MORNING, GOOD MORNING!

Zabaione

La ricetta del buongiorno: lo zabaione.
Fuori è una bellissima giornata, l’umore è buono, ho delle uova freschissime, lo zucchero, il Marsala e (non so bene perché) Debbie Reynolds che mi canticchia in testa. 
A questo simpatico quadretto, si aggiungeranno il delizioso profumino di zabaione che presto si spanderà in cucina e il bellissimo giallo oro che a breve riempirà la coppetta. 
E allora all’opera e… good morning!



Ingredienti per 4 persone:
4 tuorli di uova bio freschissime
6 cucchiai di Marsala
2 cucchiai di zucchero semolato

In una ciotola resistente al calore, lavorare con la frusta i tuorli con lo zucchero. 
Lavorare a lungo, molto a lungo (è un’operazione a rischio slogatura del polso, ma ne vale la pena), finché non si otterrà una crema omogenea, soffice e chiara. 
A questo punto, aggiungere il Marsala, e sempre battendo con la frusta, cuocere a bagnomaria lo zabaione, mettendo la ciotola in un pentolino riempito per metà di acqua calda. 
Mescolare (e cuocere) fin quando il volume dello zabaione sarà raddoppiato.
Versare lo zabaione in 4 coppette e servire accompagnandolo con lingue di gatto (io non ne avevo, quindi mi sono accontentata di semplici biscotti secchi).



p.s. 1: usando solo i tuorli, rimangono logicamente gli albumi. E allora perché non approfittare e fare delle meringhe??
p.s. 2: volendo, le dosi per le lingue di gatto sono 4 albumi, 100 g di farina, 100 g di burro, 100 g di zucchero a velo, 1 bustina di vanillina. Per prima cosa, accendere il forno a 200°. In una terrina, lavorare il burro ammorbidito con lo zucchero; unire poco a poco la farina e la vanillina. Incorporare un po’ alla volta gli albumi montati a neve ferma. Con una sacca da pasticcere con bocchetta liscia diametro 1 cm, creare sulla placca rivestita di carta forno dei bastoncini lunghi circa 5 cm. Infornare e cuocere 5 minuti, fin quando le lingue di gatto cominceranno a dorarsi lungo i bordi.
p.s. 3: lo zabaione è un dolce di origini piemontesi; sembra sia stato inventato nel XVII secolo a Torino e deve il suo nome (“sambajlon”) a san Pasquale da Bajlon, protettore dei pasticceri torinesi, e delle zitelle (?!?). 

martedì 10 maggio 2011

LIVE FROM THE KITCHEN parte seconda

Vellutata di carote


per 4:
1,2 l di brodo vegetale
600 g di carote mondate e tagliate a rondelle
1 foglia di alloro
olio extravergine di oliva
pepe

Preparare il brodo vegetale e intanto rosolare le carote in una casseruola con due cucchiai d’olio e la foglia di alloro per 10 minuti. 
Aggiungere il brodo bollente, coprire e far cuocere a fuoco dolce per mezz’ora (nel mio caso, sfruttare la mezz’ora per sciacquare il costume e stendere ad asciugare accappatoio, asciugamano e cuffia... e riprendermi). 
Eliminare l’alloro, frullare, servire, pepare e mangiare!

domenica 8 maggio 2011

MEGLIO TARDI CHE MAI...

La colomba




Esperimento pasquale 2011: la colomba fatta in casa.
La posto un po’ (tanto) in ritardo, ma torna utile per l’anno prossimo, o anche prima, volendo… del resto, chi ha detto che bisogna mangiare la colomba solo a Pasqua? E il panettone solo a Natale?? Mettiamo che una mattina di luglio ci si svegli con una fortissima e incontrollabile voglia di colomba… come si fa? Eccomi qui con la soluzione!

Preparare la colomba non è difficile, soltanto lungo. Ma basta armarsi di un po’ di pazienza e ogni fatica verrà premiata: una volta terminata l’opera, la soddisfazione sarà tanta. E comunque nel frattempo si possono fare molte altre cose: le fasi di lavorazione vera e propria non sono molte, e neppure complicate. La sola cosa che porta via tempo (ma non fatica) è rispettare i tempi di lievitazione.

La sera prima, preparare il lievito: in una terrina mescolare con una forchetta 100 g di farina, 100 ml di acqua tiepida e 1 g di lievito di birra disidratato (il Mastro fornaio, per capirci). Lasciare riposare coperto per tutta la notte nel forno spento.
Alla mattina, versare il composto nell’impastatrice (io uso la macchina del pane, con il programma “solo impasto”) e aggiungere 5 g di lievito di birra disidratato, 100 ml di latte tiepido, 50 g zucchero e 200 g di farina Manitoba (importante che sia Manitoba!).

Impastare per una ventina di minuti, versare il composto in una terrina molto capiente e porre a lievitare nel forno spento sino a raddoppio del volume e oltre (io l’ho lasciata lievitare sei ore).

Versare il composto nell’impastatrice e aggiungere 2 tuorli, 1 uovo intero, 150 g di zucchero semolato, 250 g di burro morbido tagliato a pezzetti, 220 g di farina Manitoba e, volendo, canditi e uvetta in quantità a piacere. Impastare per 15 minuti circa. 
Suddividere l’impasto in due stampi di carta da colomba, ognuno con capienza 750 g, e lasciar lievitare nel forno spento sino al raddoppio del volume. Serviranno più o meno 2 ore.
Una volta terminata la lievitazione, estrarre gli stampi dal forno e accenderlo a 180°.

Mescolare in una ciotola 100 g di zucchero semolato, 20 g di fecola e due albumi. Sbattere leggermente con una forchetta e versare questa glassa sulle colombe, spalmando delicatamente. Spolverare con 100 g di granella di zucchero e mandorle intere con la pellicina (importante, perché quelle senza pellicina si bruciacchiano durante la cottura). 
Infornare e cuocere in modalità “forno statico” a 180 °C per 40 minuti. 

Volendo, anziché in stampi da colomba, si può versare l’impasto in stampi rotondi, o da plum cake o in stampini da muffin, tenendo presente che durante la cottura il volume raddoppia.

p.s.: soddisfatto della foto, Nicola? ;)

venerdì 6 maggio 2011

A LITTLE SWEETNESS DOWN IN MY SOUL 2

Meringhe 



Oggi parliamo di albumi montati a neve fermissima e zucchero: con questi ingredienti semplicissimi, si può realizzare un impasto celestiale, con cui confezionare le famose meringhe e anche i dischi per realizzare poi le meringate.
Nella pasticceria classica la meringa si distingue in:
- meringa francese, preparata a freddo semplicemente montando gli albumi con due o tre gocce di limone e una quantità di zucchero almeno doppia rispetto all’albume;
- meringa svizzera, preparata a bagnomaria caldo in modo che il composto risulti ancora più spumoso e gonfio;
- meringa italiana, che presenta una certa difficoltà tecnica, ma consente di realizzare una meringa utile per molti impieghi e di fatto pastorizzata, perché cotta ad una temperatura di circa 110 °C circa.

Impasto per meringa (francese)

La preparazione è piuttosto semplice, ma per la perfetta riuscita occorre adottare una serie di piccoli accorgimenti.
Innanzi tutto, l’aggiunta di poche (2 massimo) gocce di limone o di aroma (1/4 di fialetta), per correggere il caratteristico sentore d’uovo. 
Poi, essenziale, il composto deve essere montato a neve per molto, molto tempo (alcuni consigliano 30 – 45 minuti addirittura). 
Gli utensili devono essere pulitissimi, gli albumi a temperatura ambiente e senza alcuna traccia di tuorlo: basta anche solo un piccolissimo residuo di tuorlo per rovinare tutto!  
Le meringhe, più che cuocere, devono asciugare in forno: è indispensabile che la temperatura del forno sia dolcissima e che non superi mai i 120°. L’utilizzo della modalità ventilata è ideale per cuocere le meringhe, in quanto l’aria che circola le asciuga perfettamente e fa in modo che rimangano belle bianche, anziché diventare marroncine.

2 albumi
120 g di zucchero semolato (non a velo)

Versare nel robot da cucina gli albumi, lo zucchero e ¼ di fialetta aroma limone o vaniglia. Montare a neve per almeno 20 minuti (essenziale!!), meglio se più a lungo.
Sulla leccarda rivestita con carta forno, formare le meringhe con l’aiuto della tasca da pasticcere o semplicemente utilizzando 2 cucchiaini da tè. Distanziarle bene, per non rischiare che durante la cottura si attacchino tra loro.
Cuocere in forno ventilato per un’ora a 120°. Io di solito cucino due teglie contemporaneamente, per accorciare un po’ i tempi, e il risultato è comunque ottimo.
Lasciare che le meringhe si raffreddino prima di staccarle, altrimenti si rompono.
Si conservano per vari giorni riponendole in una scatola di latta o in sacchetti da congelatore chiusi perfettamente.
Buonissime da sole, si possono anche unire a due a due spalmandole con un velo di cioccolato fondente fuso, oppure con un po’ di panna montata zuccherata… oppure si può colorare l’impasto con un cucchiaino di cacao…

Meringata

4 albumi
240 g di zucchero

500 ml di panna fresca montata a neve e zuccherata con quantità a piacere di zucchero a velo

Preparare l’impasto come per le “meringhe singole”. Poi formare dei dischi delle dimensioni desiderate, versando l’impasto in stampi rotondi (tipo tortiere in silicone) ad un’altezza di circa ½ cm. Le modalità di cottura rimangono le stesse. 
Una volta cotti i dischi, si assembla la meringata: un disco di meringa, uno strato di panna (circa 2 cm di spessore), un disco, e via così, fino ad esaurimento. 
Si ottengono risultati notevoli anche unendo alla panna montata delle meringhe sbriciolate grossolanamente, o delle gocce di cioccolato, o entrambe le cose…

martedì 3 maggio 2011

Ossibuchi alla milanese



per 4:
4 ossibuchi
30 g di burro
farina
½ bicchiere di vino bianco secco
1 dl di brodo
1 mazzetto di prezzemolo
un limone biologico
1 spicchio d’aglio
sale e pepe

Passare gli ossibuchi nella farina, premendo delicatamente. 
In una casseruola, soffriggere brevemente l’aglio con il burro, quindi eliminare lo spicchio. Rosolare gli ossibuchi nel burro su entrambi i lati, bagnare con il vino e lasciar sfumare a fuoco vivo. Pepare, aggiungere il brodo e coprire. 
Cuocere per 50 minuti, a fuoco dolce, rigirando gli ossibuchi di tanto in tanto. 
Nel frattempo, lavare e tritare finemente il prezzemolo e metterlo in una ciotola con la buccia di limone grattugiata.
Togliere il coperchio e cuocere gli ossibuchi per altri 10 minuti. 
Spolverizzare con il trito di limone e prezzemolo e servire.

domenica 1 maggio 2011

Fusilli al pesto di zucchine e ricotta



per 4:
320 g di fusilli
125 g di zucchine
40 g di gherigli di noce
40 g di ricotta
aglio
una foglia di alloro
prezzemolo
parmigiano reggiano grattugiato
olio d’oliva

In una pentola, portare ad ebollizione l'acqua per cuocere i fusilli.
Spuntare le zucchine, lavarle, tagliarle a rondelle e cuocerle in una padella larga con un velo d’olio, mezzo spicchio d’aglio e l’alloro per 3 minuti a fuoco vivace. Spegnere il fuoco, eliminare l’aglio e l’alloro e lasciare raffreddare.
Frullare le zucchine con la ricotta, le noci, un ciuffo di prezzemolo, 40 g di acqua, 2 cucchiai di parmigiano e uno di olio. Versare il pesto ottenuto in un saltapasta.
Cuocere i fusilli al dente, versarli nel saltapasta contenente il pesto, mescolare bene fino a completare la cottura.